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Visite alla discarica


BRISSOGNE Sono stati circa una ottantina gli affiliati Fai e non che nella mattinata di sabato 11 maggio hanno accettato l’invito del Gruppo Giovani di Aosta e preso parte al sopralluogo guidato presso il Centro di trattamento dei rifiuti di Brissogne. Accompagnati quattro operatori dell’azienda Enval, essi hanno potuto approfondire il ciclo di vita degli scarti prodotti nella regione, dal trasporto alla lavorazione sino al recupero o allo smaltimento in discarica.

«Ogni anno vengono conferite da parte del Sub-Ato 75 mila tonnellate di rifiuti, di cui 25 mila ancora indifferenziati ha spiegato il direttore tecnico Matteo Millevolte -. Il biogas climalterante prodotto, responsabile del cambiamento climatico venti volte di più rispetto alla anidride carbonica, viene aspirato e trasformato in risorsa sotto forma di energia elettrica che rende il nostro impianto autosufficiente».

Come spiegato dagli esperti, il materiale differenziabile viene a sua volta discriminato tra vetro, plastiche e metalli, carta e cartone, ciascuno dei quali viene lavorato separatamente al fine di ridurne al 15% la frazione estranea. Mentre dai materassi vengono recuperate soltanto molle e incenerita la parte tessile, il legno viene trasportato fuori dalla Valle d’Aosta.

«È difficile per una regione piccola come la nostra riuscire a raggiungere una qualità elevata della raccolta differenziata, data la velocità differente che sarà nostra sfida uniformare nei prossimi anni – ha commentato ancora Millevolte, rammentando le quattro tipologie di raccolta valdostane, ovverosia il porta a porta, il cassonetto stradale, il molok e l’isola ecologica -. In una ottica di promozione dell’economia circolare nonché di preservazione delle bellezze e del benessere che caratterizzano il territorio, dovremmo assumerci il dovere morale di consegnare alle nuove generazioni un mondo migliore».

Articolo originale sulla Gazzetta Matin

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