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Da scarto a risorsa – Con il Pnrr i progetti faro per l’economia circolare

Valorizzare gli scarti e i residui di un ciclo produttivo, per riutilizzarli per nuovi processi, con grandi vantaggi economici ed ambientali. Anche Greenthesis, tramite la società Rea Dalmine, attende il via libera ai suoi progetti.

I progetti presentati al Mite (Ministero della Transizione Ecologica) sono numerosi, e ora si attende di sapere (tra fine luglio e inizio settembre) quanti e quali saranno ammessi ai finanziamenti del Pnrr. Parliamo dei cosiddetti “progetti faro” per l’economia circolare: proposte in grado di potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo, utilizzando tecnologie e processi ad alto contenuto innovativo.
Rientrano nel piano d’azione dell’Ue per la “Rivoluzione verde e la transizione ecologica” (Missione 2 del Pnrr) che introduce misure mirate in alcuni settori a forte valore aggiunto, con target di riciclo specifici: tra i quali i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), carta e cartone, plastica e tessile. Interventi concreti ad alta valenza tecnologica coi quali accelerare la transizione green del nostro Paese.

In particolare risulteranno finanziati quei progetti che favoriranno, anche attraverso l’organizzazione in forma di
“distretti circolari”, una maggiore resilienza e indipendenza del sistema produttivo nazionale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare, all’incremento occupazionale e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Anche il Gruppo Greenthesis, che attraverso la società Rea gestisce il termovalorizzatore di Dalmine, ha presentato tre specifiche proposte (nella grafica a lato), in linea con i percorsi intrapresi da tempo sulla strada della sostenibilità e dell’economia circolare. Da oltre trent’anni infatti Greenthesis è tra i principali operatori integrati italiani, presente con diversi impianti all’avanguardia su tutto il territorio nazionale.

Le pale eoliche a fine vita

Si colloca nella linea d’intervento A prevista dal Mite, e si pone come obiettivo quello di creare una catena circolare del valore per la gestione delle pale eoliche giunte al fine vita, coinvolgendo i principali operatori italiani gestori di parchi eolici.
Greenthesis si propone come operatore per la costruzione e gestione dell’impianto di trattamento e riciclo delle pale eoliche, mentre gli utilizzatori finali della catena di valore potranno utilizzare la materia prima seconda (mps) che deriverà dal processo di recupero per la produzione di nuovi prodotti finiti da introdurre nel mercato.
Con questo progetto si costruirà così il primo impianto italiano di triturazione e granulazione di pale eoliche su scala industriale, posizionato in un sito che fa parte dell’area di una centrale termoelettrica in dismissione in un’area del Sud Italia (dove i parchi eolici sono diffusi). Unendo l’obiettivo di riconvertire un’area depressa in un impianto di riciclaggio industriale e di minimizzare i costi della logistica per il trasporto
delle pale giunte a fine vita.

Olio dai rifiuti di plastica

Per la linea d’intervento C del Decreto Mite, Greenthesis ha presentato la proposta denominata “Greenplastic – Recupero plastiche mediante pirolisi/depolimerizzazione termo-catalitica”. In pratica si punta al recupero del “plasmix” (plastiche di scarto dai processi primari di recupero dei polimeri plastici della raccolta differenziata) – appunto attraverso un processo industriale di pirolisi-depolimerizzazione termo-catalitica.
Sarà così prodotto olio da pirolisi, connotato come recupero di materia prima seconda per la produzione di oli e grassi con carbonio riciclato ed a basso contenuto di zolfo (trasporto terrestre e marittimo) oltre che, potenzialmente, anche per la ripolimerizzazione di nuovi materiali plastici.
Con questo progetto si prevede la costruzione del primo impianto italiano di pirolisi termo-catalitica per il recupero delle plastiche miste su scala industriale: l’impianto sorgerà in un sito del Nord Italia, vicino ad attività industriali di possibile riutilizzo dell’olio recuperato.

Nuova vita per il tessile

Infine, per la linea d’intervento D prevista dal Mite, la proposta denominata “R.U.L.E. – Re Use Love the Earth”. Obiettivo è la realizzazione e gestione di un impianto per il trattamento di materiali tessili pre e post-consumo (capi invenduti o scarti di lavorazione), orientato a recuperare materia prima seconda grazie alla produzione di fibra tessile rigenerata semi-lavorata.
Il progetto prevede la costruzione di un impianto automatizzato di recupero della fibra tessile in un sito del Nord Italia interconnesso con le strutture di raccolta e deposito dei rifiuti industriali del Gruppo Greenthesis. Il grado di separazione delle fibre, insieme alle caratteristiche di omogeneità dei residui tessili, condiziona il riutilizzo finale del prodotto di recupero che, oltre che alla rifilatura tessile, potrà essere destinato alla produzione di tessuto non tessuto (Tnt) o alla produzione di imbottiture o pannelli isolanti.

Entro il 2026

Tutti gli interventi previsti da questi finanziamenti del Pnrr dovranno essere ultimati e collaudati entro e non oltre il 30 giugno 2026. Tra le altre condizioni richieste ai progetti: gli interventi non devono avere ottenuto un altro finanziamento a valere su fondi strutturali di investimento europeo, e non devono ledere il principio sancito dall’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 di “non arrecare un danno significativo” all’ambiente (principio Dnsh, Do no significant harm).

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