Per il raggruppamento temporaneo d’imprese che vede Greenthesis quale capogruppo con A.C.R. S.p.A. (Gruppo Hera) e Nico S.r.l. impegnato nel cantiere del SIN Brescia-Caffaro, la giornata del 13 febbraio 2026, con l’apertura simbolica del cantiere, ha rappresentato l’applicazione pratica di una vision che mette l’innovazione tecnologica al servizio della salute pubblica. L’abbattimento del primo edificio non è un semplice gesto di demolizione, ma il simbolo dell’inizio di un percorso che porterà alla definitiva rimozione della sorgente di inquinamento e l’inizio di una nuova fase per il SIN Brescia-Caffaro.
La sfida, fin dall’inizio, è stata trasformare una ferita industriale aperta dal 1906 in un modello di risanamento ambientale. L’investimento complessivo per gestire le complessità tecniche e burocratiche, mira a risolvere una contaminazione complessa da PCB, diossine e metalli pesanti. Damiano Belli, Chief Business Officer di Greenthesis S.p.A. per il settore bonifiche, intervenendo per la parte esecutiva, ha chiarito che sarà un intervento all’avanguardia, dove saranno utilizzate e applicate delle tecnologie “che neppure in altre parti d’Italia si applicano, e in molti casi anche in Europa”, una sequenza scientifica rigorosa, basata su un costante monitoraggio e sull’acquisizione continua di dati tecnici per garantire la massima sicurezza. Le imprese della RTI mettono in campo alte competenze tecnico-ingegneristico in un percorso di bonifica complessa e multidisciplinare, come ha ricordato Gianni Balistreri, Vicepresidente di Nico S.r.l. Infatti, dopo una prima fase di demolizioni di circa 400.000 metri cubi di fabbricati e la dismissione di 2.700 tonnellate di strutture impiantistiche, in cui ricoprirà un ruolo importante A.C.R. S.p.A., si potrà procedere con una nuova linea di distribuzione e una nuova linea idraulica prima di intervenire su suolo e sottosuolo per eliminare le sorgenti inquinanti. Carlo Bennici, Project Manager di Nico S.r.l., ha spiegato che la bonifica dei suoli profondi verrà effettuata mediante soil stabilization, un processo che consiste nell’iniettare una miscela cementizia nel sottosuolo allo scopo di isolare e bloccare le sostanze contaminanti.
L’assessore all’Ambiente e del Clima della Regione Lombardia Giorgio Maione ha evidenziato come questo traguardo non appartenga a una singola istituzione, ma sia il frutto di un metodo di lavoro basato su “collaborazione, rapidità, responsabilità condivisa“. Fa eco il Commissario Straordinario Mauro Fabrizio Fasano, sottolineando il ruolo della macchina operativa che si riunisce settimanalmente, ogni venerdì, in un briefing tecnico-operativo per coordinare geologi, ingegneri e funzionari, perché “tutti vogliono che questo luogo torni e venga restituito alla cittadinanza nelle migliori condizioni possibili”. Il Commissario ha sottolineato come tali traguardi siano il frutto della convergenza di obiettivi dimostrata da tutte le amministrazioni coinvolte, tra cui Ministero, Regione, Provincia, Comune e anche da altri soggetti come ARPA Lombardia, ATS e A2A S.p.A., oltre al raggruppamento d’imprese sulla cui professionalità Fasano ha espresso piena fiducia.
Un pilastro fondamentale di questa nuova fase è soprattutto, il coinvolgimento diretto dei bresciani, anche attraverso un piano di comunicazione dedicato. Damiano Belli sottolinea che il percorso dovrà essere oggetto di comunicazione continua alla popolazione, anche per informare sugli eventuali disagi che le attività di cantiere possa avere sulle aeree limitrofe. Francesco Santini, Dirigente settore bonifiche di A.C.R. S.p.A. ribadisce che la sfida più significativa consiste nel portare a termine le operazioni garantendo la totale sicurezza non solo dei lavoratori in cantiere, ma anche dell’ambiente circostante e della cittadinanza. Belli ha annunciato l’installazione, in accordo con l’amministrazione, di un Totem informativo presso la sala di lettura di Via Milano 140 “con le informazioni in tempo reale sull’andamento delle attività”, che assolve al duplice scopo di monitoraggio e comunicazione. Inoltre, l’auspicio è quello di aprire il sito a visite periodiche per rendere la popolazione sempre più partecipe del progresso dei lavori.
In questa direzione anche le parole della Sindaca Laura Castelletti, che ha sottolineato come la partecipazione attiva sia stata un grande valore aggiunto al progetto e che la crescente consapevolezza pubblica sui temi della salute e dell’ambiente abbiano accompagnato e rafforzato i percorsi istituzionali, invertendo il corso della storia della città. E proprio la salute dei cittadini è stata una priorità messa al primo posto, che ha portato anche alla costituzione di un Osservatorio. Come ha ricordato l’Assessora Comunale Camilla Bianchi (Transizione ecologica, Ambiente, Verde, Politiche Energetiche) è necessario creare un contesto di comunicazione efficace e trasparente per trasformare l’attesa del cambiamento in consapevolezza condivisa.
La finalità ultima dell’intervento trascende l’opera ingegneristica: si tratta di un atto di cura verso la città. Le future lunghe attività di cantiere, e i possibili temporanei disagi, sono necessari per garantire, con le parole di Belli, “il futuro del percorso e il riutilizzo di quest’area verso il bene comune”. Il Project Manager di Greenthesis, Emilio Cucciniello, ha confermato l’importanza di questa visione, sottolineando come progetti di tale portata incarnino appieno la vocazione alla rigenerazione e tutela del territorio che contraddistingue da sempre il Gruppo.
Il successo dell’impresa è garantito dalla capacità di far convergere interessi pubblici e privati verso un unico obiettivo condiviso, ovvero restituire alla collettività un territorio risanato e gettare le basi per quello che, nei prossimi 5 o 6 anni, diventerà un grande parco urbano, un polmone verde. Brescia smette di essere l’emblema di un problema irrisolto per diventare il simbolo di una città italiana che si prende cura di sé con innovazione e trasparenza.